Chi di noi non conosce il significato della svastica (derivante dal sanscrito svastika) in termini storici? Praticamente chiunque.

E’ innegabile che la svastica sia stata adottata da Hitler come emblema del partito operaio tedesco nazional-socialista.

Come si evince dal libro Mein Kampf, scritto dallo stesso Adolf Hitler, la croce uncinata fu disegnata dalle sue stesse mani sulla base di proposte arrivate da varie zone della Germania. Hitler, nella scelta del nuovo vessillo che rompesse definitivamente i legami con il vecchio Reich, sosteneva che “il nuovo vessillo avrebbe dovuto essere il segno esteriore della sua battaglia, ma anche impressionare nei manifesti e negli affissi”. Infatti, sempre secondo Hitler, una bandiera che esercita una grande impressione può, in migliaia di situazioni, dare la spinta iniziale a occuparsi di un partito.

Hitler riconosceva nel nuovo vessillo (composto dai colori rosso, bianco e dalla croce uncinata) la linea d’azione del partito da lui creato. Citando il Mein Kampf: “nel rosso, riconosciamo l’idea sociale del movimento, nel bianco l’idea nazionalista, nella croce uncinata, l’impegno a combattere per l’affermazione dell’uomo ariano e per il diffondersi della tendenza al lavoro creativo, che fu e sarà sempre antisemitico”.

Hitler, probabilmente, oltre a sbagliarsi circa l’origine ariana della svastica, in realtà non fu così originale perché molti sono stati i capi di Stato, carismatici leader e via dicendo che hanno adottato simboli presi in prestito dal passato e da culture antiche per rappresentare i propri movimenti politico-religiosi: basti pensare, ad esempio, alla croce celtica del periodo fascista.

Tornando a Hitler, circa i suoi rapporti con l’esoterismo e l’alchimia è stato scritto tutto ciò che poteva essere scritto: la maggior parte delle volte senza reali prove, lasciando libero sfogo all’immaginazione e cercando improbabili quanto forzati collegamenti.

Tornando alla domanda iniziale, secondo la quale tutti conoscono la svastica, quanti però ne comprendono il reale significato esoterico, antropologico, simbolico e massonico? La risposta è: non molti.

Scopo di quest’ articolo non è quello di elencare le molte raffigurazioni di croci uncinate nelle varie antiche culture, argomento di per sé interessante, ma che non ci permettere di comprenderne appieno il significato simbolico.

Per farlo è necessario effettuare un bel volo pindarico per arrivare alla lettera G e al suo significato massonico. La lettera G, appartenente all’alfabeto moderno in cui c’è ben poco di sacro e tradizionale, di per se stessa non può essere considerata un vero e proprio simbolo: nei rituali massonici inglesi tale lettera è l’iniziale della parola God (Dio) ed è ritenuta, secondo alcuni studiosi, sostitutiva e omologa dello iod ebraico, simbolo dell’Unità e del Principio. Su questo punto diversi massoni non sarebbero d’accordo con questo parallelismo, ma è innegabile che un tempo i massoni inglesi identificassero le tre lettere che compongono la parola God con le iniziali delle tre parole ebraiche Gamel, Oz, Dabar, ossia Bellezza, Forza e Saggezza (René Guenon: Simboli della Scienza Sacra e La Grande Triade).

Non è possibile ignorare il fatto che, in un antichissimo catechismo del grado massonico di Compagno, alla domanda “What does that G denote?”, la risposta esatta sia “Geometry or the Fifth Science”, cioè la Scienza che occupa il quinto posto nella enumerazione tradizionale delle sette arti liberali. La lettera G sta quindi per Dio inteso (e designato in questo grado) come Grande Geometra dell’Universo. E’ noto ai molti, infatti, che la Geometria è sempre identificata con la massoneria e che, sebbene sia scontato evidenziarlo, la parola geometria inizi con la lettera G che, a sua volta, ha preso il posto del suo equivalente greco: Γ (gamma).

Tra l’altro, la lettera Γ, risulta estremamente interessante dal punto di vista del simbolismo massonico a causa della sua forma che altro non è che quella di una squadra: la squadra di lavoro bracci diseguali, di cui ci occuperemo in successivi studi, rappresenta i due lati dell’angolo rettangolo 3-4-5 che assume un’importanza particolare nella massoneria operativa e muratoria e che serve a tracciare il quadrato, simbolo della Terra, e la croce simbolo dei quattro Elementi (Acqua-Fuoco sul segmento verticale e Acqua-Terra sul segmento orizzontale), delle quattro Qualità della Materia (Caldo, Freddo, Secco e Umido), della Manifestazione Quaternaria (Macrocosmo) e dell’Uomo (Microcosmo).

E’ proprio all’antica lettera greca (e non alla G latina) cui dobbiamo far riferimento per comprendere il significato della svastica.

E’ già stato detto che secondo un antico catechismo del grado massonico di Compagno, alla domanda “What does that G denote?”, si dovesse rispondere “la Scienza che occupa il quinto posto nella enumerazione tradizionale delle sette arti liberali”.

Lo stesso catechismo però ci pone di fronte a un’enigmatica questione perché, in un altro passo del rito, si dice “By letters four and science five This G aright doth stand, in a due art and proportion”. Della quinta scienza abbiamo già parlato, ma perché si fa riferimento a quattro lettere? Oppure se ci si riferisce ancora all’iniziale della parola Geometria (Geometry), per quale ragione deve essere quadruplicata per trovarsi correttamente in rapporto con la posizione centrale della lettera G?

La risposta, ancora una volta, la troviamo nella massoneria muratoria, considerando la lettera greca G, ossia Γ: difatti, componendo quattro lettere Γ ad angolo retto gli uni rispetto agli altri, in altre parole accostando e ribaltando quattro squadre equilibrate, si ottiene una croce (swastika appunto) che simboleggia la reale sede del Sole centrale celato nell’Universo.


Fig. 2_Croce composta da 4 squadre euilibrate

In massoneria muratoria, alla croce così costruita ed equilibrata si applicano le attribuzioni di polarità, per poter raggiungere la perfetta conoscenza di sé e, di conseguenza, per raggiungere un perfetto equilibrio dinamico tra vita interiore e vita esteriore. Inoltre, la parte uncinata della swastika rappresenta la costellazione dell’Orsa Maggiore, intesa in quattro posizioni differenti durante la sua rivoluzione intorno alla Stella polare che corrisponde esattamente al centro in cui si uniscono i quattro gamma (Γ): le quattro posizioni si riferiscono ai quattro punti cardinali e alle stagioni.

Il raggiungimento quindi di un equilibrio dinamico e non statico, può essere messo in relazione, ad esempio, con lo Yijing orientale che assume anche una funzione e un simbolismo cosmologico: lo ying e lo yang, infatti, non rappresentano entità statiche, ma dinamiche e interscambiabili. Oppure potremmo scorgere una somiglianza tra la swastika formata da quattro gamma e alcuni concetti fondamentali della cultura cabalistica.

Abbiamo visto che, spesso, simboli adottati per rappresentare un proprio ideale politico o religioso, celino in realtà significati ben più profondi e differenti derivanti da varie antiche culture, ma che, se studiati, mostrino concetti comuni e correlabili tra loro.

 

 

 

Fonti

La curiosità nei mondi antichi, Grecia e Cina, Geoffrey E.R. Lloyd, Donzelli Editore, Roma, 2003

La Grande Triade, René Guenon, Adelphi Edizioni, 1980

Masonry Dissected, Princhard, 1730

Mein Kampf, Adolf Hitler, La Lucciola Editrice, 1992

Quaderni di Simbologia Muratoria, Ivan Mosca, Firenze Libri S.r.l., 2005

Simboli della Scienza Sacra, René Guenon, Adelphi Edizioni, Luglio 2011. Pagg. 110-113