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Canale Telegram – Esoterismo

Canale Telegram, “Esoterismo”, dedicato a discussioni inerenti tutto ciò che concerne il mondo esoterico: demonologia, simbologia, alchimia, spiritismo, mitologia, antropologia, escatologia, magia, antichi grimori.

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Behemoth, un mostro biblico divenuto demone

Origini

Behemoth, un antico e importante mostro biblico. Secondo la demonologia moderna Behemoth è il guardiano notturno degli inferi ed è considerato uno dei sei capi dell’inferno. In realtà stiamo parlando di un antico demone che sembra derivare dalla dea egizia Taweret, ovvero la dea ippopotamo rappresentata come un essere antropomorfo con corpo di ippopotamo, zampe di leone, dorso e coda di coccodrillo, mammelle cadenti e braccia umane: non è raro inoltre che venisse raffigurata mentre brandiva un coltello o una torcia. Essa era la protettrice delle donne durante la gravidanza, il parto e l’allattamento. Un’entità non malevola quindi. Questa tesi trova riscontro negli scritti di Erodoto il quale sosteneva che a Pamprenis era venerata una dea, moglie del grande dio Set, che veniva chiamata Taurt (tradotto letteralmente, “la grande”), padrona della gravidanza.

Statuetta della dea egiziana Taweret (Heilbrunn Timeline of Art History. New York: The Metropolitan Museum of Art, 2000)

L’animale

Il suo nome sembra derivare dall’ebraico Bəhēmôth, Behemot, oppure B’hemot e, con estrema probabilità, trattasi della forma plurale della parola bəhēmāh che letteralmente è traducibile come animale: d’altronde è noto che nella lingua ebraica venisse spesso utilizzato il pluralis excellentiae, ovvero riferirsi al plurale ad un soggetto per sottolinearne e ampliarne l’importanza. E’ possibile trovare un chiaro esempio di questo concetto nella Sacra Bibbia e in particolare nella Genesi, in cui viene menzionato El (Dio) con desinenze plurali (Elohim) e tutti i verbi ad esso riferiti al singolare. Non a caso per Behemtoh è stato utilizzato il pluralis excellentiae dato che si voleva metterne in evidenza la grandezza e la forza superiore alle altre creature esistenti.

Behemoth nei grimori

Nel celebre Dictionnaire Infernal di Collin de Plancy (1818) Behemtoh è raffigurato come un paffuto elefante in accordo col significato che gli viene attribuito, ovvero quello di un demone godereccio e disinibito dedito ai piaceri del cibo e a quelli sessuali. Talvolta, secondo altre credenze, egli viene rappresentato come un grosso ippopotamo o come un grande bufalo che vive nelle paludi. Behemoth è inoltre uno dei mostri biblici descritti nella Sacra Bibbia (Giobbe, 40, 15-24), in molti testi apocrifi e nei miti ebraici: in ognuna di queste opere è sempre stato associato ad un’altra creatura leggendaria, il forse più noto Leviathan.

Behemoth, Dictionnaire Infernal

Behemoth nella Bibbia

E’ molto interessante notare che sia nella creazione secondo la Genesi descritta nella Sacra Bibbia, che nella creazione secondo altre fonti bibliche, si parli sia di Tohu che di Bohu. Si narra infatti che quando Dio si dispose a creare il cielo e la terra, nulla trovò intorno a sé. Nulla se non Tohu e Bohu, ossia il caos e il vuoto.

Occorre però analizzare a fondo il significato di questi due nomi (tutt’ora molto discusso), infatti, secondo diversi studiosi, è sufficiente unire il suffisso m a Tohu per farlo divenire Tehom, il nome biblico di un primordiale mostro marino e che rappresenta gli abissi delle acque primordiali. Inoltre al plurale Tehom diviene Tehomot. Sempre utilizzando il medesimo suffisso, Bohu diventa Behom e al plurale Behomot, ossia la parte terrestre del mostro marino Leviathan descritto nel libro di Giobbe.

Possiamo quindi dedurre dalla prima e dalla seconda Genesi che il mondo, ai primordi, fosse composto dal mostro marino Tohu e da quello terrestre Bohu e che le loro reali identità, ovvero Tehomot e Behomot, siano state cancellate per motivi di dottrina poiché hanno assunto successivamente il significato di caos e vuoto e che solamente Dio è il responsabile della successiva creazione di Tehomot (ossia Leviathan) e Behemoth.

Behemoth e Leviathan

In particolare nella Sacra Bibbia si parla di Behemoth nel momento in cui Dio paragona la forza del mostro con quella del Leviathan; in alcune versioni della Bibbia e nel testo ebraico al posto di ippopotamo c’è Beemòt: “Guarda l’ippopotamo che ho fatto al pari di te; esso mangia l’erba come il bue. Ecco la sua forza è nei suoi lombi, il suo vigore nei muscoli del ventre. Stende rigida come un cedro la coda; i nervi delle sue cosce sono intrecciati insieme. Le sue ossa sono tubi di bronzo; le sue membra, sbarre di ferro. Esso è il capolavoro di Dio; colui che lo fece l’ha fornito di falce, perché i monti gli producono la pastura; là tutte le bestie dei campi gli scherzano intorno. Si sdraia sotto i loti, nel folto dei canneti, in mezzo alle paludi. I loti lo coprono della loro ombra, i salici del torrente lo circondano. Straripi pure il fiume, esso non trema; rimane calmo, anche se avesse un Giordano alla gola. Potrebbe qualcuno impadronirsene assalendolo di fronte, o prenderlo con le reti per forargli il naso?” (Giobbe 40,15-24 – Nuova Riveduta).

E ancora in Giobbe 40, 20: “Egli è la prima delle opere di Dio; solo il suo Creatore lo minaccia di spada”, quindi Behemoth è descritto come una creatura terrestre imbattibile che può essere sconfitta solo da colui che l’ha creata, cioè Dio.

Behemoth e Leviathan, incisione di William Blake.

I testi apocrifi

Si rinvengono inoltre molti riferimenti anche nei testi escatologici ebraici e nella letteratura apocrifa come ad esempio nell’Apocalisse siriaca di Baruc (XXIX, 4): “Behemot si rivelerà dal suo luogo e Leviathan salirà dal mare, entrambi i grandi draghi che ho creato il quinto giorno della creazione e ho custodito fino a quel tempo, e allora diverranno libro per tutti coloro che saranno rimasti”. Oppure nel discusso libro di Enoch (lx. 7-9), in cui egli parla del giorno del giudizio universale: “In quel giorno due mostri saranno separati: la femmina si chiamerà Leviathan e avrà la sua dimora negli abissi, il maschio avrà il nome di Behemòt e occuperà con il suo petto un deserto sterminato chiamato Dendain a est del giardino degli eletti”.

E ancora nel testo apocrifo di Esdra in cui si dice che Dio il quinto giorno abbia creato due grandi mostri, Leviathan e Behemoth, e che li abbia separati donando a quest’ultimo una parte del territorio, che era stato prosciugato il terzo giorno della creazione, in cui vi sono un migliaio di montagne. In pratica Dio li divide tenendo Behemoth sulla terra ferma e mandando il Leviathan negli abissi, per timore che l’unione dei loro pesi posa spezzare le volte della terra (II Esdra VI, 47-52; Enoch LX, 7-8).

Behemoth nel mito culturale

Come spesso accade quando si parla di antichi demoni, è la tradizione mitologica a fornire il più ampio ventaglio di interpretazioni. Ad esempio nel passo ebraico in cui viene descritto il Leviathan che si abbevera dalle acque del Giordano nel punto in cui questi sfocia nell’oceano attraverso un canale segreto. Quando costui ha ancora sete provoca un tale accrescere delle acque che per settant’anni esse turbano la calma dell’abisso, e persino Behemoth, sulle mille montagne, da segni di terrore. Non a caso alcuni studiosi predicono un duello tra il Leviathan e Behemoth: dopo uno scontro che avrà suscitato il maremoto, le corna ricurve di Behemoth apriranno uno squarcio nel Leviathan, mentre le pinne aguzze del Leviathan feriranno Behemoth (Lev. Rab. 13, 3).

Altre fonti sostengono che i due mostri si siano massacrati a vicenda e che Dio avrebbe inviato a occuparsene gli angeli Michele e Gabriele : vendendo però questi ultimi impotenti di fronte alle possenti bestie, se ne sarebbe occupato lui stesso (Pesiqta di R. Kahana, 29, 188 a-b; Mid. Alphabetot, 98; Ginzeberg, LJ, V, 43).

Behemoth la bestia ippopotamo

Come già accennato Behemoth, la prima bestia terrestre creata, somiglia ad un enorme ippopotamo con la coda grossa quanto un tronco di cedro e le ossa come tubi di ottone e governa le creature sulla terra che le corrono intorno quando essa si riposa tra i fiori di loto, le felci e i giunchi oppure quando pascola sulle montagne. Dio lascia così che Behemoth pascoli sulle mille montagne e, benché ne rada l’erba in un sol giorno, ogni giorno l’erba ricresce. Pare inoltre che Behemot fosse carnivora dato che le montagne avessero molti animali per sua pastura. Inoltre l’estate la rendeva così assetata che in una sola sorsata poteva prosciugare tutte le acque affluenti nel fiume Giordano: allora si abbeverava presso un’enorme sorgente che sgorgava dall’Eden, chiamata Jubal.

Proprio a causa del suo insaziabile appetito Dio ne creò uno solo impedendogli così di moltiplicarsi. Al solstizio di estate durante il mese di Tammuz, il Behemot raggiunge il suo massimo vigore, si alza sulle zampe posteriori e ruggisce in maniera terrificante; è udito da tutti gli animali del mondo, i quali terrorizzati diventano meno feroci e i predatori evitano così di assaltare i cuccioli per un anno intero. Il Behemoth inoltre, assieme al Leviathan e allo Ziz, fu creato soltanto per essere servito come una delle prelibatezze del banchetto messianico alla fine dei giorni.

Nessuno sa se Behemoth sia stato modellato con acqua, luce e polvere oppure se, più semplicemente, gli fu ordinato di sorgere dal suolo. Non è dato neppure sapere se questa prodigiosa bestia nacque solitaria o se avesse avuto un compagno come tutti gli altri esseri viventi (Giobbe, XL, 15- 24; Gen. Rab., 52).

Dai testi riportati sembrerebbe quindi che Behemoth somigliasse verosimilmente a un grosso bue selvaggio dal momento che pascolava liberamente sulle montagne poste quasi sicuramente alle sorgenti del Nilo e perché avesse ferito il Leviathan con le sue grandi corna. Nonostante tutto però Behemoth viene considerato, dalla maggior parte degli studiosi, come un possente ippopotamo. La descrizione di Behemoth in Giobbe XL coincide infatti perfettamente con le caratteristiche di questi grandi e mansueti erbivori dalle potenzialità distruttive che furono sterminati già nell’antico Egitto per gli ingenti danni che causavano ai raccolti lungo il fiume Nilo.

Conclusioni

A noi contemporanei comunque poco importa se Behemoth assuma la forma antropomorfa di un ippopotamo, di un elefante o di un grosso bue: come per i suoi colleghi demoni si parla infatti di un’entità fatta di spirito che va temuta e rispettata. L’evoluzione che gli uomini gli hanno affibbiato, da mitologica bestia a demone, non ha infatti intaccato le sue capacità distruttive e malevole.

 

Fonti

Bibbia Sacra, tradotto in lingua italiana da Monsignor Antonio Martini. Prima Edizione, Londra 1828

Call for Papers for the First Vatican Coffin Conference – Città del Vaticano, 19-22 June 2013

Dictionnaire Infernal,  J.A.S. Collin de Plancy, Parigi 1818

 Il ritorno dell’Anticristo, Massimo Centini, Piemme Edizioni, 1996

I Miti Ebraici, Robert Graves e Raphael Patai, Tea Edizioni, 1988, pagg. 55-62

(http://www.eternalegypt.org)

(http://www.archaeogate.org)

(http://www.jewishencyclopedia.com)

(http://www.universonline.it/_misteri/dizionario_dei_mostri/mostri_biblici/)

 

 

 

 

 

 

Il demone Astaroth

Astaroth, le origini

Astaroth è senza dubbio un demone molto antico, potente e temuto tanto che, secondo la gerarchia infernale, comanda  40 legioni di demoni e possiede 4 assistenti: Aamon, Pruslas, Barbatos e Rashaverak.  La demonologia comune gli attribuisce anche il ruolo di braccio destro di Satana e, la tradizione cabalistica, lo mette a capo del quarto gruppo di demoni, i Gamchicolh, spiriti dell’impurità perturbatori di anime.

Le origini e le varie interpretazioni di questo importante demone sono oggetto di differenti interpretazioni, spesso non concordanti.

Nelle varie culture Astaroth (Ashtaroth, Astarot, Asteroth) ha giocato ruoli diversi e le fonti più antiche sono da ricercare addirittura nella cultura sumerica, fenicia, egiziana, assira e babilonese nelle quale era conosciuto come una figura materna e potente. Astaroth deriva infatti da una distorsione linguistica del nome di Astarte, ovvero una dea fenicia (Ashtart o Ištar) venerata dalle popolazioni semitiche, il cui culto si è diffuso in tutta l’area mediterranea grazie ai Fenici. Ad esempio gli Architi, menzionati nella Bibbia (Genesi, X, 17), erano un’antica popolazione cananea famosa per il culto della dea lunare Astarte, cui era sacra un’arca di legno di acacia.

Dea fenicia Ashtart (o Ištar) e Lilith

L’evoluzione

Nei secoli successivi Astarte è stata sempre venerata nelle religioni dei popoli mediterranei e mediorientali, assumendo forme e significati leggermente diversificati, fino ad arrivare in epoca ellenistica ad essere accomunata alla dea greca Afrodite come Urania e Cipride (da Cipro). Altri importanti centri di culto furono Sidone, Tiro, Biblo, Malta, Tharros in Sardegna, ed Erice in Sicilia, dove venne identificata con Venere Ericina. Sempre in Sicilia, il nome Mistretta (paese in provincia di Messina), deriva dal fenicio am-ashtart, ossia città di Astarte.

Come già accennato il nome Astaroth sembra derivare dalla dea Astarte che, nella traduzione latina della Bibbia, è divenuto Astharthe al singolare e Astharoth al plurale secondo una traduzione impropria da parte di coloro che ignoravano trattarsi di una dea.  L’affermarsi di Astaroth come importante demone è avvenuto in epoca medievale  e moderna e possiamo trovarne traccia nell’ opera  “De praestigiis daemonum” scritta da Johann Wier nel 1577, e in particolare nell’ appendice  “Pseudomonarchia daemonum”.

Astaroth nei grimori

Nella sua opera Wier, in cui elenca una lista di demoni con descrizioni accurate nonché i rituali più appropriati per evocarli, descrive Astaroth come un duca forte e potente che cavalca un drago infernale mentre stringe in mano una vipera. Un angelo caduto molto intelligente che possiede la facoltà di insegnare al mago che lo ha evocato ogni segreto sulle arti e sulle scienze e rivelare i luoghi dei tesori nascosti. Pare inoltre che non disdegni di parlare della creazione e della caduta degli angeli ribelli dei quali conosce tutte le vicende: naturalmente sostiene di essere stato punito ingiustamente da Dio. Può essere evocato soltanto il mercoledì e occorre fare attenzione all’odore fetido che emana.

Gli stessi concetti vengono ripresi ed esplicitati nel ben più celebre (e recente) Dictionnaire Infernal, un libro pubblicato per la prima volta nel 1818 e scritto da Collin de Plancy che ha preso ispirazione da varie opere antecedenti tra cui La Chiave di Salomone. Esistono diverse edizioni del libro ma la più famosa è forse quella del 1863. Ci troviamo di fronte ad un’opera completa sulla demonologia che tratta di molti demoni organizzati in gerarchie infernali e che, sostanzialmente, conferma quanto già descritto da Johann Wier. Astaroth, infatti, viene descritto come un uomo nudo con principali ali di drago e secondarie ali piumate che cavalca un lupo o un cane indossando una corona e stringendo in mano un serpente.

Astaroth, Dictionnaire Infernal

E’ inoltre ricordato come uno dei sette principi dell’inferno che hanno visitato Faust, e appare come un serpente con la coda colorata, due piedi piccoli, un collo di castagno, e spine simili a un riccio che possono crescere fino alla lunghezza di un dito.

Astaroth viene citato anche nella goetia che è sostanzialmente una pratica magica che concerne l’invocazione e l’evocazione di demoni e che contiene le descrizioni dei 72 demoni che si dice furono evocati da Salomone e da lui confinati in un vaso di bronzo sigillato con simboli magici obbligandoli a servirlo.

A tal proposito, secondo un’opinione prettamente personale, è interessante evidenziare una possibile correlazione con la tradizione cabalistica in cui vengono elencati i nomi dei 72 angeli che compongono le gerarchie angeliche.

Nella goetia quindi la descrizione di Astaroth di poco si discosta da quella riportata nelle opere Pseudomonarchia daemonum e Dictionnaire Infernal ma, essendo soprattutto un trattato di evocazioni, in quest’opera viene ripreso e ampliato il concetto dei simboli evocativi. Di seguito il sigillo necessario per evocare Astaroth.

Sigillo evocativo Astaroth, Goetia

Astaroth nella Bibbia

Secondo altre fonti sembra che in passato gli abitanti di Sidone e i Filistei lo abbiano adorato, difatti può esserne trovato riscontro dalla lettura della Sacra Bibbia e in particolare leggendo il Primo Libro di Samuele, Dé Regi, Capo VII, “Quando Samuele parlò a tutta la casa d’Israele, e disse: Se voi con tutto il cuore vostro tornate al Signore, togliete di mezzo a voi gli dei stranieri, Baal e Astaroth e preparate i vostri cuori al Signore, e servite lui solo, ed egli vi libererà dalle mani dé Filistei. Quindi i figlioli d’Israele tolser via Baal, e Astaroth, e servirono solo al Signore”. Gli Astaroti, intesi come figli di Astaroth o di Astarte a seconda delle traduzioni, compaiono in diversi passi della Bibbia come ad esempio nel Secondo Libro dei Re (2Re 18:4) quando si narrano le azioni compiute da Acaz che regnò sedici anni a Gerusalemme: “Soppresse gli alti luoghi, frantumò le statue, abbatté l’idolo d’Astarte, e fece a pezzi il serpente di rame che Mosè aveva fatto; perché fino a quel tempo i figli d’Israele gli avevano offerto incenso; lo chiamò Neustan”.

Non riporteremo in questa sede le numerose volte in cui, nella Sacra Bibbia, vengono nominati gli Astarti ma è fondamentale porre attenzione alle varie traduzioni, più o meno improprie, che hanno cambiato il significato (volutamente o meno) originario di Astaroth.

Ad esempio il passo prima citato (1Sam 7:4), “Quindi i figlioli d’Israele tolser via Baal, e Astaroth, e servirono solo al Signore”, è stato anche tradotto come: “Tolsero via i Baal e le Ashtaroth”, oppure “Tolsero i Baal e le immagini di Astoret”. Queste interpretazioni risultano più veritiere e corrette in quanto si fa chiaro riferimento alla dea della luna dei cananei che rappresentava la loro principale divinità femminile, spesso associata a Baal, il dio sole, principale divinità maschile.

Non è un segreto inoltre che anche gli Ebrei dei tempi biblici venerassero nei boschi di quercia la dea Asherah inchinandosi alle immagini che la ritraevano e che onorassero la dea Astarte (Giudici II 13; X 6; I Samuele XXXI 10; I Re XI 5,33, II Re XXIII 13).

Inoltre, benché la dea Astarte fosse adorata da tutte le classi sociali verso la fine della monarchia giudaica, in nessun passo della Bibbia si accenna ad un suo collegamento con Elohim e non esiste neppure una tradizione ebraica che assegni a questa dea il ruolo di creatrice.

Falsi dèi

D’altronde molti degli attuali demoni che secondo la demonologia moderna sono a tutti gli effetti degli angeli caduti (ad esempio Lucifero, ex serafino; dal latino lucifer, composto da lux e ferre, ossia portatore di luce), derivano in realtà da antichi dei già adorati da antiche popolazioni e non necessariamente intesi come divinità negative e malevoli, relegati al ruolo di abitatori degli inferi dalle religioni più moderne in quanto considerati idoli pagani e falsi dei.

 

Fonti

Astarté. Dossier documentaire et perspectives historiques, C. Bonnet, (Contributi alla Storia della Religione fenicio-punica-II) (Collezione di Studi fenici, 37), Roma 1996

Bibbia Sacra, tradotto in lingua italiana da Monsignor Antonio Martini. Prima Edizione, Londra 1828

Dictionnaire Infernal, J.A.S. Collin de Plancy,

I Miti Ebraici, Robert Graves e Raphael Patai, Tea Edizioni, 1988

La Dea Bianca, Robert Graves, Editore: Adelphi Edizioni, Febbario 2009http://it.wikipedia.org/

Twilit Grotto Esoteric Archives, edizione digitale da Joseph H. Peterson, Copyright © 1999.

 

Asmodeo

Asmodeo, il demone distruttore

Asmodeo è un demone la cui genesi si perde nella notte dei tempi ed anche uno tra i più importanti secondo la gerarchia degli spiriti infernali: difatti è uno dei diciotto re infernali che comanda 72 legioni di demoni. Secondo la tradizione cabalistica è il capo del quinto gruppo di demoni incendiari, i Galb, spiriti collerici. Noto anche come “il distruttore”, per eccellenza è considerato il demone della cupidigia, dell’ira e della vendetta. Come per molti altri demoni biblici Asmodeo deriva da antiche divinità pagane e sembra che l’ipotesi più accreditata circa la sua origine sia quella che gli attribuisce una “parentela” con l’antica religione iranica, periodo nel quel veniva adorato un potente dio che si chiamava Aeshma Daeva , che letteralmente si può tradurre come dio della collera (daēva  e aēšm in persiano).

Ecco il video Youtube:

https://youtu.be/arVzgV8DkO

La tentazione di Asmodeo

 

Canale Youtube – Esoterismo

Canale Youtube che  nasce con lo scopo di approfondire tematiche inerenti l’esoterismo.

https://www.youtube.com/channel/UCy7LNJY7jw1-ZfqlYNVNzkg/featured

 

Canale Youtube dedicato all’esoterismo

Compendio di Demonologia

Scaricabile gratuitamente, citando la fonte: Compendio Demonologia

Trattasi di una raccolta di articoli inerenti la demonologia.

Di seguito l’indice:

  • Evocazioni infernali 
  • Ars Goetia
  • Esorcismi
  • Principali Demoni
  • Asmodeo, il demone distruttore
  • Astaroth, il braccio destro di Satana
  • Azazel, da angelo caduto a capro espiatorio
  • Behemoth, un mostro biblico divenuto demone
  • Belzebù, principe dei demoni e signore delle mosche
  • Satana e Lucifero
  • Baphomet

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